
Soresina
La domenica mattina del 23 Luglio 1944, per il
Signor Oddone Tieghi era giorno di riposo, egli prestava servizio nella
stazione delle ferrovie dello stato di Soresina con la qualifica di
capostazione; Persona integerrima e ligia al proprio dovere, aveva in un
primo momento rifiutato la richiesta fattagli dalla signora Annunciata
Cominetti di aprire un vagone ferroviario dove erano riposte masserizie
che la sorella le aveva inviato da Milano. La Cominetti ,era una giovane
signora residente a Grumello, ma sfollata da Cremona in seguito ai
bombardamenti del 10 Luglio di quel maledetto anno.
La signora pregò il Tieghi di aprirle quel vagone
in quanto ella doveva assolutamente recuperare qualcosa di necessario per
accudire la piccola figlioletta e facendo leva sulla
sensibilità dell’irreprensibile ufficiale, lo scongiurò di
aiutarla .
Quella mattina il fato aveva
tracciato il loro tragico destino e cedendo all’insistente
richiesta della donna, il capostazione acconsentì ad aprire il convoglio
quando… il corno della latteria scandì i loro ultimi attimi terreni.
Erano circa le 11,00 del mattino ed in pochi
secondi, otto aerei americani p47 Tunderbolt iniziarono il loro carosello
intorno alla stazione,
mitragliarono il treno e tutto ciò che era in movimento, lasciando poche
speranze ai due malcapitati, in pochi secondi si
consumò la prima tragedia bellica soresinese.
La donna morì sul colpo, mentre il capostazione
gravemente ferito all’addome spirò il giorno successivo all’ospedale
Robbiani. Il cordoglio fu unanime ed i soresinesi parteciparono in massa
alle esequie uniti in un lungo e composto corteo. Al funerale partecipò
tutta la cittadinanza ed il feretro fu portato da un carro funebre nero
sormontato da pennacchi e da quattro civette, i due cavalli che trainavano
il carro erano coperti da
gualdrappe.
In testa al funerale erano state messe le giovani
ragazze orfane seguite dalle donne anziane ed infine gli uomini anziani
del ricovero Zucchi e Falcina.
Dietro al carro, oltre ai parenti erano presenti le
autorità cittadine, i militari dell’arma, le milizie dell’ R.S.I. ed
il podestà Giovanni Tizzi.
La messa funebre fu celebrata nella chiesa di
S.Siro dal parroco Don Paolo Camozzi.
Stefano
D. Merli
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