PROVINCIA DI BRESCIA

 

 

 

 

 

 

 

DIEGO VEZZOLI

 

 

Quante volte passando sul sentierino della cresta del Monte Orfano il papà oppure la maestra mi dicevano: “

qui, durante la guerra cadde un’ aereo”.

Io, piccolo ragazzino già appassionato di aeronautica mi chiedevo che veivolo fosse, da dove venisse,

ma purtroppo 30 anni fa non esisteva internet ed i pochi libri in circolazione si trovavano solo

nelle biblioteche delle grandi città.

 

 

Da allora però, il tarlo dell’aereo del Monte Orfano mi

accompagnò fino ad oggi,

fino a che in un libro/diario dei giorni di guerra

scritto da uno svizzero a Palazzolo S/Oglio, scoprii la

data esatta di questo incidente: 08.09.1944 .

Anche se la data assomiglia ad un’altra più famosa,

in quei giorni l’Italia del nord si trovava già al centro del

mirino delle forze alleate che con vaste operazioni di bombardamento e mitragliamento, ostacolavano i

 rifornimenti delle forze germaniche presenti sul

nostro territorio. 

Con l’aiuto di internet, triangolando i pochi dati possibili,

trovai un sito inglese tutto dedicato alla storia del

122° reparto ricognizione notturna dell’aeronautica

tedesca, la Luftwaffe, in quel periodo presente

sull’aeroporto di Orio al Serio ad est di Bergamo.

 

 

L’aereo era uno Junkers 188 D2 con marche F6+GP, pilotato dal sottotenente  Herbert Spousta "Leutnant "

e da altri tre specialisti
Edmund Beindorf  "Unteroffizier"
Willi Stöcker  "Feldwebel"
Werner Teubner "Gefreitere ".

(Gli ufficiali sono tutti sepolti nel Cimitero Militare Germanico di Costermano Verona).

 

Contrariamente a quanto sempre sostenuto relativamente

 alle cause dell’incidente posso escludere che quel giorno

ci fosse nebbia e che l’aereo in trasferimento da

 Orio al Serio a Ghedi, avesse urtato accidentalmente

il monte: l’aereo era dotato già 70 anni fa di apparati

radar e di ricerca già all’avanguardia per quei tempi

 

 

L’incidente venne visto anche dalla collina di Pedergnano di Erbusco, a 2 km in linea d’aria dal monte.

Dai documenti presenti sul sito e su un libro

 tedesco, scoprì che la caduta dovuta ad un

problema di avaria motore, causa il carburante

povero di ottani per quel motore Jumo così potente,

utilizzato invece precedentemente sugli JU 88 senza problemi.

Nell’arco di 4 giorni il reparto perse 3 aerei per lo

 stesso problema.

L’aereo si disintegrò e si frammentò nell’esplosione,

 cospargendo la zona di rottami, insieme ai corpi

dei quattro sfortunati.

Intervennero subito a fare ordine pubblico i paracadutisti repubblicani del Battaglione Mazzarini, accampati

 nelle scuole elementari di Rovato, oltre che specialisti

tedeschi del reparto di provenienza dell’aereo.

 

 

Nonostante ciò, appena accaduto il fatto, gli abitanti di Caporovato

e Santo Stefano si diedero da fare a raccattare quanto

più alluminio possibile, all’epoca ben pagato.

Si trovò tra i resti anche un materiale molto strano per l’epoca :

il plexiglas, vetro di plastica, presente su tutta

a parte anteriore dell’aereo.

Con il plexiglas raccolto vennero prodotti al tornio alcuni

 anelli che divennero di moda tra le ragazze di Rovato.

Purtroppo non sono riuscito ad ottenere nulla dagli archivi

militari tedeschi, ma grazie all’aiuto di ricercatori italiani

ed esteri, questa storia ha potuto arrivare ai giorni nostri.

Ho affisso tempo fa anche un cartello/spiegazione

 sul luogo dell’incidente, poi strappato da vandali.

 

 

 

 

I reperti da me raccolti nella zona rappresentano una

testimonianza dell’accaduto e verranno esposti, spero

in maniera permanente, in una teca allestita presso la

sede degli Alpini durante l’inaugurazione, in modo che

 possano essere a disposizione di chi li vuole osservare,

insieme ad un modellino dell’aereo.

 

Prego chi fosse in possesso di materiale

proveniente dall’aereo di contattarmi, anche solo

per scattare qualche fotografia .

 

Il gruppo di ricerca AirCrashPo, del quale faccio parte promuove

la ricerca storico/aeronautica del periodo bellico sul territorio

della Lombardia, senza fini politico-ideologici, nell’obiettivo

di fare conoscere alle nuove generazioni le testimonianze

lasciateci dalle persone che vissero quel periodo.

 

 

 

 

Diego Vezzoli, ricercatore storico aeronautico

 

Si ringraziano per la ricerca:

 

Andy Mitchell

Il gruppo AirCrashPo

Sig. Angiolino Pedrali

Cimitero Germanico di Costermano

Archivio Parrocchiale

Archivio Comunale sig.Ivano

Gruppo Alpini Rovato

  

 

 

        

 

 

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